CAPIRSI fra 17 aziende delle Colline Fiorentine: un progetto di sviluppo della Responsabilità Sociale d’Impresa sostenuto da i Comuni di Scandicci e Bagno a Ripoli, la Regione Toscana, La Camera di Commercio e le associazioni di categoria. Mentre va in scena l’irresponsabilità di governi, banche e imprese che fanno precipitare la crisi economica, sociale e ambientale globale, in questo territorio si lavora per fare della Responsabilità d’Impresa una risposta con-vincente per comunità e aziende. Il progetto è parte di uno dei due movimenti che si fronteggiano sullo scenario internazionale: quello che ritiene che green economy e responsabilità siano elementi di competitività delle imprese e del sistema e quello che continua a praticare la esternalizzazione dei costi della mancata responsabilità nell’ambiente circostante. Ma questa seconda linea è illusoria come dimostra, ad esempio, la vicenda dell’Eni che per chiudere un caso di corruzione che la vede coinvolta a Bonny Island in Nigeria ha stanziato 250 milioni di € facendo scendere l’utile 2009 della società del 15,7% rispetto al 2008. Ancora peggio potrà andare se avranno esito le indagini per corruzione e violazione delle normative ambientali in Kazakhstan e Nigeria, come evidenziano le associazioni che svolgono attività di Azionariato Critico nei riguardi di questa impresa. L’irresponsabilità non conviene economicamente. Ma la responsabilità costa; è un investimento: conviene, si chiedono a CAPIRSI? Questo dipenderà molto dalla politica, anche da quella locale. Con politiche dirette, ad esempio evitando gare pubbliche al massimo ribasso dove conta solo il prezzo e privilegiando quelle ad offerta economicamente più vantaggiosa stabilendo le azioni di responsabilità d’impresa fra le caratteristiche premianti. Qui si misura la distanza fra la retorica della sostenibilità e l’impegno concreto: è questione di CAPIRSI.








San Suu Kyi

