Un commento sull’Assemblea regionale del PD

Ieri si è  tenuta la prima seduta dell’Assemblea Regionale del Pd della Toscana nella quale è stato proclamato segretario Andrea Manciulli (che ha tenuto un buon intervento d’insediamento, molto concentrato sui temi della crisi economico-sociale e delle risposte che il Pd toscano deve dare nei prossimi anni) e sono stati costituiti alcuni organi importanti per la vita del partito, a partire dalla Direzione Regionale, la Commissione Statuto, i Garanti, i Sindaci Revisori e la Commissione di garanzia per le Primarie della Regione. E’ stato eletto il Presidente dell’Assemblea Regionale, il “bindiano” Paolo Rappuoli, ed è stata approvata una norma transitoria dello Statuto per consentire nella stessa seduta d’insediamento di eleggere la Direzione (qui ho linkato la norma). Adempimenti che consentono il pieno dispiegamento della attività ordinaria del partito.
Il dibattito politico, invece, non mi pare sia stato particolarmente vivo: purtroppo siamo ancora un partito concentrato sulla sua vita interna (in questo caso la costituzione degli organi e norme di funzionamento dell’Assemblea) e sui relativi equilibri e poco appassionato alla battaglia delle idee. Io ho proposto che il Pd toscano si faccia interprete di una vasta campagna politico-culturale a favore dei diritti civili nel nostro paese (v. il mio intervento qui allegato). Inoltre, noi della “Marino” abbiamo presentato ordini del giorno tematici proprio per suscitare un po’ di dibattito e delle prese di posizione politiche dell’Assemblea regionale del Pd che, ricordo, per Statuto (art.21) è l’organo legittimato ad esprimere gli indirizzi politici del partito stesso. Di questi ordini del giorno due sono stati assunti dalla Commissione per l’Assemblea e, dunque, dall’Assemblea stessa, quello sul nucleare e quello sul funzionamento del Partito (v. allegati). Diversamente, due ordini del giorno (quello sulla scuola pubblica e quello sulla laicità sono stati rinviati alla Direzione per una valutazione) evidentemente considerando che non ci fosse il tempo o la volontà di affrontare un’ampia discussione sui due argomenti (giacché non possono valere le pretestuose motivazioni sul ritardo della presentazione non essendo stato stabilito da nessuna parte un orario o una modalità per la presentazione dei documenti). Analogamente è stato rinviato alla Direzione un nostro ordine del giorno relativo all’utilizzo dell’istituto della deroga per i consiglieri che abbiano già svolto due mandati in Consiglio Regionale in vista delle prossime elezioni primarie per la Regione. A questo proposito vorrei chiarire che, diversamente da come è stato presentato in assemblea dal presidente della Commissione per l’Assemblea, Franco Ceccuzzi, il nostro ordine del giorno non cambiava assolutamente lo Statuto (talché sarebbe stato di competenza della Commissione Statuto), ma si limitava a proporre un indirizzo politico che l’Assemblea dava alla Direzione Regionale per l’impiego dell’istituto della deroga prevista dall’art.35 dello Statuto. Vorrei anche dire che, siccome nessuno qui è nato fesso, il rinvio di questo ordine del giorno rischia di renderlo inefficace giacché non sembra possibile che gli organi interessati (Direzione e Commissione Statuto) possano riunirsi in tempi utili per poterlo esaminare ed eventualmente approvare per renderlo efficace per le prossime primarie regionali. Dato questo meccanismo, appare evidente che i componenti della mozione “Marino” in Direzione Regionale (l’organo che dovrà decidere sulle deroghe) saranno particolarmente rigidi nel votare le eventuali proposte in tal senso, considerando plausibile solo ed unicamente la deroga per il segretario regionale appena eletto. Cercheremo di convincere gli altri componenti della Direzione Regionale sulla opportunità di questa posizione al fine di evitare che la deroga diventi la regola dal momento che molti potrebbero essere le persone che avrebbero titolo di beneficiarne, mentre noi siamo convinti che il principio stabilito dallo Statuto del limite dei due mandati sia giusto e importante per la democrazia e per le istituzioni..
Luci ed ombre in questa prima seduta dell’Assemblea Regionale ma, credo, che sia giusto che si continui a proporre temi di discussione, prese di posizione politiche e rinnovamento dentro un partito che, altrimenti, potrebbe rimanere schiacciato dal proprio elefantiaco peso burocratico.

Ieri si è  tenuta la prima seduta dell’Assemblea Regionale del Pd della Toscana nella quale è stato proclamato segretario Andrea Manciulli (che ha tenuto un buon intervento d’insediamento, molto concentrato sui temi della crisi economico-sociale e delle risposte che il Pd toscano deve dare nei prossimi anni) e sono stati costituiti alcuni organi importanti per la vita del partito, a partire dalla Direzione Regionale, la Commissione Statuto, i Garanti, i Sindaci Revisori e la Commissione di garanzia per le Primarie della Regione. E’ stato eletto il Presidente dell’Assemblea Regionale, il “bindiano” Paolo Rappuoli, ed è stata approvata una norma transitoria dello Statuto per consentire nella stessa seduta d’insediamento di eleggere la Direzione . Adempimenti che consentono il pieno dispiegamento della attività ordinaria del partito.

Il dibattito politico, invece, non mi pare sia stato particolarmente vivo: purtroppo siamo ancora un partito concentrato sulla sua vita interna (in questo caso la costituzione degli organi e norme di funzionamento dell’Assemblea) e sui relativi equilibri e poco appassionato alla battaglia delle idee.

Io ho proposto che il Pd toscano si faccia interprete di una vasta campagna politico-culturale a favore dei diritti civili nel nostro paese (v. il mio intervento ).

Inoltre, noi della “Marino” abbiamo presentato ordini del giorno tematici proprio per suscitare un po’ di dibattito e delle prese di posizione politiche dell’Assemblea regionale del Pd che, ricordo, per Statuto (art.21) è l’organo legittimato ad esprimere gli indirizzi politici del partito stesso.
Di questi ordini del giorno due sono stati assunti dalla Commissione per l’Assemblea e, dunque, dall’Assemblea stessa, quello sul nucleare e quello sul funzionamento del Partito .

Diversamente, due ordini del giorno (quello sulla scuola pubblica e quello sulla laicità) sono stati rinviati alla Direzione per una valutazione, evidentemente considerando che non ci fosse il tempo o la volontà di affrontare un’ampia discussione sui due argomenti (giacché non possono valere le pretestuose motivazioni sul ritardo della presentazione non essendo stato stabilito da nessuna parte un orario o una modalità per la presentazione dei documenti).

Analogamente è stato rinviato alla Direzione un nostro ordine del giorno relativo all’utilizzo dell’istituto della deroga per i consiglieri che abbiano già svolto due mandati in Consiglio Regionale in vista delle prossime elezioni primarie per la Regione.

A questo proposito vorrei chiarire che, diversamente da come è stato presentato in assemblea dal presidente della Commissione per l’Assemblea, Franco Ceccuzzi, il nostro ordine del giorno non cambiava assolutamente lo Statuto (talché sarebbe stato di competenza della Commissione Statuto), ma si limitava a proporre un indirizzo politico che l’Assemblea dava alla Direzione Regionale per l’impiego dell’istituto della deroga prevista dall’art.35 dello Statuto.

Vorrei anche dire che, siccome nessuno qui è nato fesso, il rinvio di questo ordine del giorno rischia di renderlo inefficace giacché non sembra possibile che gli organi interessati (Direzione e Commissione Statuto) possano riunirsi in tempi utili per poterlo esaminare ed eventualmente approvare per renderlo efficace per le prossime primarie regionali.

Dato questo meccanismo, appare evidente che i componenti della mozione “Marino” in Direzione Regionale (l’organo che dovrà decidere sulle deroghe) saranno particolarmente rigidi nel votare le eventuali proposte in tal senso, considerando plausibile solo ed unicamente la deroga per il segretario regionale appena eletto.  Cercheremo di convincere gli altri componenti della Direzione Regionale sulla opportunità di questa posizione al fine di evitare che la deroga diventi la regola dal momento che molti potrebbero essere le persone che avrebbero titolo di beneficiarne, mentre noi siamo convinti che il principio stabilito dallo Statuto del limite dei due mandati sia giusto e importante per la democrazia e per le istituzioni.

Luci ed ombre in questa prima seduta dell’Assemblea Regionale ma, credo, che sia giusto che si continui a proporre temi di discussione, prese di posizione politiche e rinnovamento dentro un partito che, altrimenti, potrebbe rimanere schiacciato dal proprio elefantiaco peso burocratico.

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3 Responses to “Un commento sull’Assemblea regionale del PD”

  • Paolo Sarfatti says:

    grazie Simone un resoconto ben fatto. Gli esiti dell’assemblea regionale ci devono spingere a dare un organizzazione alla mozione Marino, per continuare a proporre temi di discussione e fare iniziativa politica.
    Paolo Sarfatti

  • iva boldrini says:

    grazie Simone

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