
“All’improvviso Dante. 100 Canti per Firenze” torna sabato 19 maggio per la sua VII edizione: 1265 “cantori”, persone comuni, cultori della Commedia (non dantisti), leggeranno nelle strade e nelle piazze di Firenze in contemporanea i 100 canti della Divina Commedia. Io ho partecipato fin dalla prima edizione, che prese avvio durante il mio mandato di Assessore alla Cultura del Comune di Firenze, a questa iniziativa. E ci sarò anche quest’anno. Con una scelta, per me, importante. Leggerò, a partire dalle 17,30 nel piazzale degli Uffizi, sotto la statua di Mascagni, il Canto VIII del Purgatorio. E’ un Canto importante per me perché, per tutta la mia infanzia e adolescenza, mio babbo è venuto a svegliarmi la mattina per andare a scuola recitandone l’incipit: “Era già l’ora che volge il disio/ ai naviganti e ‘ntenerisce il core/ lo dì c’han detto ai dolci amici addio”. Non capivo da piccolo cosa volesse dire, ma mi piaceva (e, in fondo, mi inteneriva) il ritmo, la rima e svegliarmi la mattina era meno brutale, difficile. Poi crescendo, ho letto e compreso quel Canto e la Commedia che lo conteneva. Leggerò l’VIII del Purgatorio come un omaggio a mio babbo che mi ha reso familiare, che mi ha fatto amare la poesia, lui, uomo appassionato di musica e di libri, che aveva fatto solo la V elementare. L’VIII del Purgatorio è, complessivamente, un Canto struggente, con la visione dell’eterno conflitto fra male (il serpente) e il bene (i due angeli verdi che presidiano la valletta del Purgatorio). Il Canto si chiude come si è aperto, con la malinconia di Corrado di Malaspina di Lunigiana, rassegnato esule, come quella del marinaio-pellegrino che illanguidiva gli esuli. E’ un canto bellissimo e posso capire, ora, perché aveva catturato la curiosità e l’attenzione di mio babbo. Ci vediamo, spero, sabato.
Simone Siliani

Presentazione, il 22 Maggio (presso la sala “Ernesto Balducci” della BIBLIOTECA DELLE OBLATE di FIRENZE, in via dell’ Oriuolo, 26, ore 17.30), del volume speciale della rivista “Testimonianze”(nn. 481-482) intitolato :
MARTEDÌ 15 MAGGIO
Dobbiamo prendere atto che il discorso pubblico sull’Europa è ormai totalmente ed esclusivamente occupato dalla economia, anzi dalla finanza che ha egemonizzato l’economia: soltanto a questa dimensione si è ridotto il sogno dell’integrazione europea che 62 anni fa aveva dato vita, a partire dal periferico confino di Ventotene di un gruppo di intellettuali antifascisti, al più ambizioso processo di unificazione federale fra Stati diversi da quello americano di 2 secoli prima. E’ accaduto quello che Ernesto Balducci, nel 1990, temeva come il più infausto degli scenari: 









San Suu Kyi

